C’ERA UNA VOLTA…. LUCCA COSPLAY.

di Gianluca Betti, co-creatore di Lucca Cosplay e membro dell’Associazione Culturale Flash Gordon.

In occasione del ventennale di LUCCA COSPLAY, ripercorriamo la nascita ed i primi anni della manifestazione cosplay più amata d’Italia. La nascita di Lucca Cosplay si colloca cronologicamente sul finire degli anni ’90, a breve distanza da quello che può ufficiosamente considerarsi l’anno dello sbarco del fenomeno cosplay in Italia, il 1996.
E’ in quell’anno che i primi cosplayer furono avvistati nelle fiere di fumetto più rilevanti, e rappresentarono uno shock culturale di portata difficile da immaginare pensando al panorama contemporaneo, in cui il cosplay è elemento integrante quando non addirittura dominante di ogni fiera del settore che si rispetti.

1996 – I primi cosplayer a Lucca Comics

Animati solo di tanta passione e spirito d’iniziativa, acerbi di quella preparazione artigianale e sartoriale che avrebbe contraddistinto l’evoluzione del fenomeno, i primi e sparuti coraggiosi pionieri che catturavano gli sguardi stupiti e divertiti dei visitatori dell’epoca, non avevano uno spazio o un evento specifico a loro dedicato.
Gianluca e Nicoletta, già all’epoca membri dell’Associazione Culturale Flash Gordon (d’ora in avanti ACFG) di Lucca, erano fra questi pionieri.
Grandi appassionati di manga e anime, cresciuti come si suol dire a “pane e Mazinga”, rimasero folgorati dalla visione di OTAKU NO VIDEO, un anime dedicato alla cultura otaku che mostrò loro per la prima volta cosa fosse il cosplay, e in conseguenza di ciò non resistettero alla tentazione di cimentarsi in questa pratica, diventando di fatto fra i primi ferventi fautori di questa inusuale nuova forma di espressione.
Era, come detto sopra, il 1996.
L’amore per questo fenomeno emergente e per LUCCA COMICS AND GAMES (d’ora in avanti LC&G), li portò però a voler vedere oltre, a voler dare uno spazio, un motivo di incontro, e uno stimolo ulteriore a tutti questi ragazzi e ragazze in costume. La soluzione a cui giunsero per concretizzare questi propositi, fu quella di far nascere una sfilata competitiva, una gara che desse modo ai cosplayer di esibirsi ed interpretare il proprio beniamino, in un clima di giocoso agonismo.

1998 – Allora come oggi il cosplay era soprattutto divertimento

La proposta fu accolta con un misto di entusiasmo e scetticismo all’interno dell’ACFG dell’epoca, ma fu infine approvata dall’allora presidente Massimiliano Poggi, e fu così che nel marzo del 1998, con il beneplacito di LC&G e in occasione dell’edizione primaverile di Lucca Comics (quando ancora gli appuntamenti fieristici erano due all’anno), ebbe luogo la prima storica e rocambolesca edizione di LUCCA COSPLAY.
La povertà dei mezzi e delle risorse, dettata dalla totale autonomia con cui l’ACFG gestì l’iniziativa (il sodalizio con LC&G era ancora lontano dal concretizzarsi) era a tratti imbarazzante, a partire dalla location: per quanto possa suonare assurdo, le prime tre edizioni di LUCCA COSPLAY si svolsero in un cerchio umano all’aperto, sulla ghiaia della vecchia area fieristica a lato del Palazzetto dello Sport di Lucca.
Scordatevi un palco, sedie, tavolini per i giurati, computer per le iscrizioni, impianti audio, microfoni o altro.

1998 – Niente palco, ma tanta passione

Non essendoci alcun modo di pubblicizzare l’evento con sufficiente anticipo, fu eseguita negli stessi giorni della fiera una massiccia opera di volantinaggio e reclutamento persona per persona da parte dei membri dell’associazione.
Alla fine i 35 (!!!) partecipanti vennero annotati con carta e penna, e richiamati ad alta voce da Veronica, la nostra prima presentatrice, per sfilare all’interno del cerchio.
I premi, targhe autofinanziate dall’ACFG stessa, erano solo 3: MIGLIOR COSPLAY, MIGLIOR GRUPPO, e l’atipica categoria di COSTUME PIU’ CORAGGIOSO, un omaggio goliardico a chi avesse particolarmente osato sfidare quelle convenzioni che erano ancora tutte da abbattere.

1998 – Alcuni dei primi vincitori del contest

L’entusiasmo e la passione riposti in quell’esperimento così azzardato compensarono la povertà di mezzi, ed il ritorno in termini di apprezzamento, calore e successo, fu a dir poco strepitoso.
Le edizioni successive ampliarono questo riscontro, e pur mancando il supporto dei media digitali come strumenti di diffusione pubblicitaria, il passaparola innescato da chi aveva partecipato o semplicemente visto la gara, fu sufficiente a far lievitare il numero di cosplayer iscritti.
Il pubblico di contro rispondeva con grande interesse a questo fenomeno colorato e carico di passione, una autentica ventata di novità nel clima della kermesse lucchese.
Tanta era l’attenzione che la gara catalizzava, che molti visitatori ridefinirono le proprie priorità nei giorni dell’evento, in modo da poter ammirare con calma la sfilata di quegli stravaganti ragazzi in costume. E i fugaci sguardi divertiti dei visitatori, che inizialmente vedevano nell’evento un semplice momento di pausa dalle compere negli stand, si stavano trasformando in interesse attivo e sentito. Qualcosa stava decisamente cambiando.

1999 – Scene come queste incuriosivano e divertivano i visitatori di LC&G

Se da una parte i numeri e la partecipazione attestavano un successo incontestabile, diventava però sempre più evidente l’inadeguatezza delle strutture logistiche che contenevano l’evento.
Il cerchio umano non riusciva a dare la giusta visibilità al pubblico che si accalcava e premeva per ammirare i cosplayers, e dal canto loro questi ultimi iniziavano a voler tentare qualcosa che fosse più di una semplice sfilata: volevano poter recitare, cantare, ricreare seriamente o parodisticamente le gesta del personaggio interpretato.
L’esibizione (all’epoca chiamata amichevolmente “la scenetta”) da facoltativa stava diventando elemento fondamentale della partecipazione alla gara, e necessitava di spazi e strutture adeguati.

2004 – Una delle “scenette” rimaste nella storia di Lucca Cosplay: “I Balordi”!

Visto il manifestarsi di questi limiti e il bisogno urgente di un miglioramento infrastrutturale per fronteggiare le crescenti esigenze, forte dell’evidenza di una crescita e di un successo sotto gli occhi di tutti, l’ACFG si rivolse a LC&G per avviare una collaborazione più stretta e riconosciuta che desse a Lucca Cosplay le risorse e le potenzialità di evolversi ulteriormente in qualità, numeri, e visibilità.
Fortuna volle che proprio negli anni 1999-2000 un avvicendamento ai vertici di LC&G portò alla guida della fiera un interlocutore d’eccezione, il ben conosciuto e stimato Renato Genovese, precedentemente già patron e responsabile dell’area GAMES.
Genovese, persona di grande intelletto e sensibilità artistica, rispose con entusiasmo alle richieste dell’associazione, ben intuendo le potenzialità del cosplay come fenomeno di intrattenimento antesignano di quel modo più moderno ed interattivo di vivere una “fiera di fumetti” che avrebbe constraddistinto a più livelli il suo operato.
Chi nell’ACFG era presente alle prime riunioni con la sua persona, ben ricorda frasi come: “questa cosa (il cosplay) è stupenda, dobbiamo assolutamente dare spazio a questi ragazzi!!!”

2001 – Renato Genovese sul palco di Lucca Cosplay

E’ grazie a questo connubio di intenti che dopo un’ultimo anno di transizione nel 1999 con un edizione primaverile in un piccolo spazio coperto, nel 2000 coincisero l’inizio della gestione di Renato Genovese e l’introduzione del PALCO come struttura di supporto a Lucca Cosplay.
Il palco professionale e attrezzato che ormai da diversi anni ospita gli eventi legati alla sfera Music and Cosplay, era all’epoca un piccolo palchetto con velleità per la verità assai umili, ma aveva tutto quello che serviva per esaltare i partecipanti e renderli orgogliosi di poterlo calcare.
E, è bene sottolinearlo, quel piccolo palco era nato con la priorità unica e assoluta di dare a Lucca Cosplay una degna cornice: eventi, spettacoli e concerti si aggiunsero solo in un secondo momento, per completare e sfruttare al meglio la disponibilità della struttura in quei giorni e in quei tempi in cui il cosplay non la impegnavano.
Anche i premi in palio si evolsero dalle targhe fino ad allora utilizzate, a più appariscenti e pregevoli coppe.

2001 – Le targhe si evolvono in coppe!

Le categorie premiate intanto erano più che raddoppiate, in parte come naturale adeguamento al maggior numero di partecipanti, in parte per venire incontro alle nuove tipologie di cosplayer che si presentavano alle iscrizioni. Va sottolineato infatti che mentre oggigiorno è relativamente immediato inquadrare la categoria di appartenenza di un dato cosplayer, all’epoca ogni gara poteva essere l’occasione per far luce su una nuova categoria di costume, su un’idea, su un’ispirazione a cui nessuno prima di allora aveva mai pensato.
Esempio emblematico, il premio J-ROCK, introdotto per venire incontro all’esplosione di interesse per la corrente musicale Giapponese (molto caratterizzata e di forte impatto estetico) da cui prendeva il nome, e successivamente rimosso quando l’interesse si era affievolito al punto da renderlo superfluo.

2001 – La passione per il J-Rock contagia anche il cosplay

Fra le altre modifiche apportate, scomparve il premio per il costume più coraggioso, il premio come miglior cosplay fu suddiviso in MASCHILE e FEMMINILE, e vennero introdotte fra le altre le categorie SIMPATIA, ACCESSORIO, VIDEOGAME, FANTASY.
Menzione particolare per il “COSTUME PIU’ DIFFICILE”, categoria che nacque quando iniziarono a farsi prepotentemente strada tutti quei costumi che presentavano una componente artigianale di crafting nettamente preponderante sul lato sartoriale, che fino ad allora era stato dominante.
Non pensiate a Worbla, vetroresina o forex: all’epoca regnavano incontrastati gli assai meno nobili ed esotici materassina, cartapesta, e legno!

1999 – Si inizia ad andare oltre il costume sartoriale

Un altro aspetto che cambiò profondamente fu la complessità delle esibizioni proposte: l’interpretazione con il parlato in diretta costringeva a continui avvicendamenti ai pochi microfoni disponibili, con conseguenti tempi morti e pesanti limitazioni di mobilità per i partecipanti, gruppi numerosi in primis. L’introduzione delle tracce audio conferì piena libertà di movimento ai cosplayer, che oltre alla propria voce iniziarono ad arricchire le esibizioni con colonne sonore e effetti audio, a tutto vantaggio dell’impatto finale dell’esibizione che puntava a raggiungere un livello sempre più teatrale/cinematografico.

2003 – Parlando di cinema… Jack Sparrow visita Lucca Cosplay!

Gli anni corrono, e nel 2006 avvenne lo storico spostamento della fiera lucchese dalle tensostrutture adiacenti al Palazzetto dello Sport, al centro storico della città.
I cosplayer si trovarono così non più confinati nella location fieristica, un ambiente circoscritto popolato di persone con interessi affini e/o complementari, ma in una realtà totalmente aperta, a contatto con i normali cittadini lucchesi, positivamente divertiti e stupiti da ciò che mai avrebbero immaginato potesse accadere nella “fiera dei fumetti” della propria città.

2006 – I cosplay invadono la città

Fu proprio in quegli stessi anni che anche la televisione iniziò a notare il fenomeno, e dopo alcuni brevi servizi montati che trattavano il cosplay a margine di rubriche di costume e in orari sfavorevoli, come non citare l’indimenticabile servizio IN DIRETTA dell’attore/regista Maurizio Nichetti durante una puntata della celebre trasmissione domenicale “Quelli che il calcio”?
Inizialmente previsto come un collegamento che mostrasse gli aspetti più tradizionali e canonici della fiera lucchese, si trasformò in un servizio interamente dedicato al cosplay quando Nichetti, notoriamente legato al mondo dell’animazione e alle sue derivazioni, scorse incuriosito i costumi che si aggiravano per la città, e informatosi sul fenomeno che ancora non conosceva, ne rimase affascinato al punto tale da volergli dedicare tutto il tempo a sua disposizione.
Direttamente dal palco, in una pausa della gara, illustrò quindi con correttezza e rispetto (tutt’altro da darsi per scontati) in cosa consistesse il cosplay, portandolo di fatto dritto nelle case di milioni di italiani in una fascia oraria particolarmente importante.

2006 – more than meet the eyes

La parola “cosplay” stava cominciando a diventare di uso comune, e il cosplay era pronto a sdoganarsi da passione di nicchia a passione “per tutti”, allargando il proprio bacino di utenza come mai aveva fatto in precedenza.
Non a caso nel 2008, altra tappa storica, il numero di partecipanti fece toccare la cifra record di 578 iscritti.
Se da una parte la soddisfazione per il traguardo raggiunto era innegabile, le problematiche legate ad un numero così elevato di iscritti rischiavano di danneggiare seriamente la bontà dello spettacolo offerto.
Il picco raggiunto di circa 7 ore di gara era oggettivamente insostenibile e logorante: stress, stanchezza e freddo minavano la qualità delle esibizioni finali, e l’entusiasmo e l’attenzione del pubblico dopo tante ore si affievoliva, condannando di fatto gli ultimi partecipanti a vivere un’esperienza svantaggiata rispetto ai primi iscritti.
Questo senza contare i problemi puramente tecnici di una gara che terminava a buio inoltrato sforando spesso sugli eventi musicali di chiusura.

2005 – ancora una premiazione in notturna

Avendo sempre come priorità la soddisfazione di partecipanti e pubblico, e basandosi sulla ineluttabile considerazione che non fosse possibile estendere all’infinito la durata della gara per contenere quegli iscritti che ogni anno aumentavano, si giunse nel 2009 all’introduzione di due importantissime e indispensabili novità: il numero di partecipanti da illimitato divenne a NUMERO CHIUSO per far rientrare la durata della gara in tempistiche più accettabili, e l’iscrizione online, fino a quel momento prevista solo in una forma rudimentale e facoltativa rispetto alle iscrizioni in loco, diventò obbligatoria e vincolante.
Per concretizzare le due novità, un software di gestione delle iscrizioni avanzato e user friendly, decisamente innovativo per l’epoca, fu ideato e programmato da Roberto dell’ACFG e con gli opportuni ed inevitabili ritocchi, si è confermato nel tempo come uno strumento solido ed efficiente che fa tuttora da colonna portante alla gestione delle iscrizioni di Lucca Cosplay.
Le inevitabili polemiche legate a quelle che ad alcuni parvero limitazioni inaccettabili, si affievolirono quando l’evidenza dei fatti mostrò i vantaggi di una gara che riacquistava piena godibilità e tornava ad essere uno show con tempistiche consone al tipo di spettacolo offerto.

2006 – Vecchie glorie percorrono le mura

Un ulteriore passo sulla via della piena maturità era stato fatto, e forse non è un caso che l’anno successivo, nel 2010, una nuova pregiatissima collaborazione avrebbe ulteriormente dato lustro a Lucca Cosplay.
Japan Expo, ossia la più grande fiera dedicata alla cultura popolare Giapponese al di fuori della madre patria, da sempre particolarmente attenta al fenomeno del cosplay, elaborò in quegli anni l’idea di voler organizzare ed ospitare un super contest su scala europea che riunisse i migliori rappresentanti del continente.
Per realizzare questo ambizioso progetto, era indispensabile avviare una collaborazione con le migliori realtà locali dei paesi partecipanti, al fine di selezionare i cosplayer singoli e di gruppo che avrebbero fatto da portabandiera per la gara finale che si sarebbe tenuta a Parigi.
Nasce così l’European Cosplay Gathering (ECG), e per l’Italia fu proprio Lucca Cosplay ad essere scelta in qualità di partner selezionatrice, ruolo che siamo orgogliosi di continuare tuttora a portare avanti, e che fu ricompensato immediatamente l’anno successivo, durante il Japan Expo 2011, con la vittoria della nostra Elena D’Ambrosio nella categoria miglior singolo femminile!

2010 – Pronta per difendere i colori del cosplay italiano

Ed è proprio con questa vittoria nazionale che vogliamo concludere in bellezza questo excursus nella nascita e nei primi anni della manifestazione cosplay più amata d’Italia.
Molti altri passi sono stati fatti, e altri traguardi sono stati raggiunti, ma fanno parte di un passato prossimo ancora fresco e vivo nella memoria, impresso su social networks e media digitali che renderanno molto più semplice tramandarlo alle generazioni che verranno.
Quel che è certo, è che il futuro della manifestazione continuerà ad essere plasmato dalle tendenze che muovono il sempre più variegato e sfaccettato ambiente del cosplay, e lo sforzo degli organizzatori sarà come non mai teso ad offrire ai cosplayer ogni mezzo necessario affinché possano esternare al meglio quella passione che profuma sempre più di spettacolo ed arte, ma che non dimentica le proprie radici ed i sorrisi degli anni sulla ghiaia.
Personalmente, conservo gelosamente e con orgoglio l’onore e il merito di aver contribuito in maniera diretta alla nascita di questa fantastica giostra di colori, e spero che avervi condotto per mano in questo lungo tuffo nel passato, farà apprezzare ancor di più tanti di quegli aspetti che adesso vengono dati forse fin troppo per scontati.

Un sentito GRAZIE per l’indispensabile aiuto nel ricostruire tutti questi ricordi a tre persone in particolare:

NICOLETTA BERNACCHI dell’ACFG, l’altra metà che fece nascere Lucca Cosplay portando con me il peso dei primissimi e rocamboleschi anni.

ALESSANDRO RONTANI e VERONICA NENCINI dell’ACFG, che “c’erano” allora per contribuire fattivamente alla riuscita dell’evento, e tutt’oggi continuano a collaborare attivamente con LC&G per la sua organizzazione e gestione.

Concludiamo con una carrellata di foto direttamente dalla storia di lucca cosplay

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