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Festival di Annecy - giorno 2

Eccoci tornati per il resoconto della seconda giornata al festival dell'animazione di Annecy. Se ve lo siete perso, è disponibile il resoconto della prima giornata, con le recensioni di Asura di Keeichi Sato e dell'ultimo lungometraggio di Makoto Shinkai.

Sigla del giorno
per questo secondo giorno gli studenti deliberino si sono focalizzati sugli scontri fra che da anni insanguinano l'Irlanda (il paese "ospite di quest'anno). Lo stile continua ad essere classico, e il messaggio di speranza finale è ben congegnato anche se prevedibile



Dietro le quinte: Hotel Transylvania
per il primo appuntamento della mattina siamo riusciti a strappare un posto alla conferenza di presentazione di Hotel Transylvania, il primo lungometraggio di Genndy Tartakovsky (il creatore del laboratorio di Dexter, di Samurai Jack e della serie animata di Clone Wars... a detta di molti l'unica cosa decente che è uscita fuori dalla nuova trilogia di guerre stellari).

All'evento erano presenti sia Tartakovsky in persona che Bob Oshier, il produttore della Sony che ha curato il film. I due hanno iniziato a parlare dell'idea che sta dietro all'opera cioè quella di un hotel, gestito da Dracula in persona, nel quale i mostri di tutti i paesi e di tutte le culture vanno a godersi un meritato riposo lontano dallo stress della vita quotidiana. Il concetto di base potrebbe sembrare simile a quello di Sen to Chihiro, ma in realtà le similitudini si fermano qui, sia perchè il tono è quello classico della commedia americana, sia perché il nocciolo della storia è quello di un rapporto padre-figlia che è totalmente assente nel capolavoro di Miyazaki.

La storia del film racconta dell'arrivo di un ignaro turista (discendente dei Van Helsing, tra l’altro) che arriva per sbaglio al castello mettendo la "tranquilla" vita di Dracula e degli altri un po' a soqquadro. Da quel che si è visto Tartakovsky ed il suo staff hanno fatto un ottimo lavoro: le ambientazioni sono molto ben studiate, con un senso di oppressione e claustrofobia latente che stacca il mondo dei mostri da quello umano. Inoltre, nonostante i toni cupi e notturni sono riusciti a rendere l'atmosfera molto colorata attraverso l'uso di varie tonalità di blu. Quel che colpisce in questo film, infine, è l'intensa espressività dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Dracula.

Infatti, come ha fatto notare lo stesso Tartakovsky (che ha ammesso di essersi ispirato ai lavoro di Chuck Jones su Bugs Bunny e Duffy Duck), tutto il corpo del personaggio contribuisce a comunicare il suo stato d'animo, e l'intera figura si piega e si curva in una deformazione che, come tutte le caricature, rende più "vivo" il dialogo. Anche le mani sottili e il volto spigoloso, per non parlare del mantello, sono stati studiati in modo da essere deformabili e “animati” in modo flessibile e dare al personaggio ancora più comunicatività. Ovviamente quel che si è visto in questa anteprima sono solo degli spezzoni (il film uscirà a novembre), ma già da questi pochi minuti si capisce che, Tartakovsky, libero dalla "fretta" e dai tempi stretti della produzione televisiva (come ha sottolineato lui stesso) ha potuto esprimere tutta la sua creatività e la sua verve. Insomma... Quando uscirà nelle sale sarà un film da vedere!

Piccola chiosa: dopo la conferenza Tartakovsky ha firmato un poster del film a chi lo richiedeva, e visto che è una persona squisita ed affabile ha accettato volentieri di disegnare anche un Samurai Jack espressamente per noi sul pass della manifestazione!
Qua sotto alcune foto, il trailer del film e una breve intervista (in inglese) a Tartakovsky

sajack

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Corti in concorso: programma 2
Questo secondo programma di cortometraggi è stato un po’ più fiacco del primo, ma non sono comunque mancati dei bei filmati.

Una piccola delusione è stato il cortometraggio di Katsuhiro Otomo, “combustibile”. Da Otomo ci si aspetta sempre il colpo di genio, ma stavolta ha prodotto solo una storia ben fatta e ben animata che racconta una tormentata storia d’amore tra una ragazza ed un pompiere nel giappone medioevale: niente di nuovo né di particolarmente eclatante, insomma.

Sempre in tema giappone, invece, va notato il bellissimo cortometraggio “La gente che non si ferma mai”, un piccolo corto in computer grafica che mostra  come i giapponesi non si lasciano fermare da (quasi) niente; con il suo finale a sorpresa (di una poesia unica), questo è il cortometraggio vincitore della giornata, per noi.

Altre menzioni vanno al divertente “Tram”, che narra di una tranviera con fantasie abbastanza spinte, e Pythagasaurus, un assurdo cortometraggio della Aardman che mostra due cavernicoli alle prese con un dinosauro pitagorico.

Ovviamente non poteva mancare il “premio dormita”, che per questa giornata va a “Alcune azioni che non sono ancora state definite nella rivoluzione”, un cervellotico corto cinese di 12 minuti che ci ha fatto precipitare nelle braccia di morfeo nei primi 30 secondi.

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People who never Stop

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Combustible

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Tram

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Pythagosaurus

Madagascar 3: saluti dall’Europa
grazie al Festival siamo riusciti a vedere in anteprima “Madagascar 3: saluti dall’Europa”.  In questo nuovo episodio della fortunata serie Dreamworks, gli animali protagonisti devono unirsi ad un circo per poter avere la possibilità di tornare all’amata New York, ed il loro viaggio li porterà a passare da Montecarlo, Roma e Londra.  Per fugare ogni dubbio iniziamo col dire che è sicuramente un film molto divertente, infarcito di gag fino all’inverosimile e senza nessun momento di “stanca”. I nuovi personaggi sono assolutamente azzeccati, soprattutto la foca Stefano (che come design e caratterizzazione ricorda parecchio il Pippo disneyano) e la cacciatrice di animali francese “Chantel Du Bois”, la nuova nemica di questo episodio, ed ognuno di loro ha un posto di tutto rispetto nel film. Per quanto riguarda le ambientazioni, nonostante il titolo faccia pensare ad un tour di tutta Europa, l’unica città veramente presentata è Roma (memorabile il giro della città di due personaggi (no spoiler) con Bocelli che canta “Con te partirò” in sottofondo... eravamo piegati in due dalle risate), ma in generale la qualità della grafica è discretamente alta, pur se mantiene un certo design “cartoonesco”. Altro punto di eccellenza è la sequenza dello spettacolo che mettono su con il circo nella seconda metà del film: una coreografia di luci, colori ed animazione che da sola varrebbe quasi il prezzo del biglietto.
Per quanto riguarda l’uso del 3D stereoscopico (quello con gli occhialini, per intendersi), Madagascar 3 finalmente inizia ad osare di più, sfruttando la stereoscopia per far “uscire dallo schermo” gli oggetti e non semplicemente per dare profondità a quello che sta al di là del telo di proiezione. Purtroppo, però, questa cosa è presente soprattutto durante la prima mezz’ora di film, poi sembra sparire... però è comunque un inizio.
Concludendo, si può dire che Madagascar 3 merita sicuramente una visita al cinema per passare un’ora e mezzo in allegria.


A risentirci per il report dei giorni successivi!


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